di Maurizio Lupinelli ed Elisa Pol
con Carlo De Leonardo e Maurizio Lupinelli
regia Maurizio Lupinelli
costumi Elisa Pol
disegno luci e direzione tecnica Gianni Gamberini
collaborazione artistica Barbara Caviglia
organizzazione Ilenia Carrone
logistica Eleonora Cavallo
produzione Nerval Teatro
con il sostegno di MIC – Ministero della Cultura (bando Accessibilità)
in collaborazione con Ente Nazionale Sordi di Ravenna
Lo spettacolo è accessibile a persone non vedenti ed ipovedenti grazie ad una audiodescrizione poetica live a cura di Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino trasmessa attraverso radio guide
Lo spettacolo è accessibile a persone sorde segnanti grazie ad una traduzione LIS live
foto Marco Parollo
Un percorso denso di sorprese e di inventiva che si scatena a partire dalla reinvenzione delle situazioni e della natura dei personaggi beckettiani: rappresenta l’avvio di una progettualità teatrale che ha come protagonista Carlo De Leonardo, attore con disabilità ravennate che, in coppia con Maurizio Lupinelli, ci restituirà l’essenza stralunata e surreale dei personaggi di Samuel Beckett.
Raccogliendo spunti da opere quali Aspettando Godot, Finale di partita, Giorni felici e L’ultimo nastro di Krapp, lo spettatore sarà testimone di un gioco teatrale che vive a metà tra improvvisazione, spontaneità, ma anche una sempre crescente consapevolezza scenica che si traduce in una potenza evocativa che sprigiona dagli attori in scena.
Il senso è nel percorso. Nel tempo. Nello scambio. In una ricerca quotidiana che si nutre di stupore e di umanità. ma poi c’è un dettaglio: che alla fine quello che si vede in scena è di una bellezza sfolgorante.
[D. Vincenti, Il Giorno, 2024]
Lo spazio occupato dai corpi è ineludibile, non si può andar via dal proprio, non si può andar via da sé stessi perché le regole dell’esistenza non sono spiegabili, sono e basta. Nella buca si torna, perché dalla buca si è usciti.
[S. Nebbia, Cordelia, 2023]
Rigorosi, ironici, dolenti ed enigmatici: il regista e l’attore de La Buca hanno portato in scena al Rasi un’esperienza potente, di grande teatro.
[A. Fogli, Corriere Romagna, 2023]
La buca è un tentativo, raffinato e delicato, fine e celebrale, di celebrare tutto il non-detto che staziona tra le righe di Samuel Beckett, la rarefazione, la postura, l’insoluto, il dubbio, la frammentazione, la caducità, la sospensione.
[T. Chimenti, Gagarin Orbite Culturali, 2023]
Lab Permanente