“Il teatro è di tutti, è uno strumento per darsi delle risposte, per confrontarsi con i propri limiti e donarsi alla comunità”.

Maurizio Lupinelli

Questa breve citazione di Maurizio Lupinelli esprime perfettamente il portato di necessità e azione poetica che sta alla base delle due grandi esperienze laboratoriali che Nerval Teatro porta avanti sul territorio nazionale, ovvero il Laboratorio Permanente di Rosignano M. e il laboratorio Il teatro è differenza di Ravenna.

Si tratta di due progetti “gemelli” rivolti a persone diversamente abili e fortemente connessi ai territori in cui sono attivati. I due laboratori si strutturano non come un’attività episodica, bensì come una formazione di lungo respiro che attraversa l’intero anno, un itinerario di accompagnamento fatto di tempi dilatati e svincolato dalle esigenze di mera programmazione e produzione teatrale.
Mirano a svolgere un intenso lavoro sulle discipline teatrali, incrementando le capacità espressive e la creatività dei partecipanti e sviluppando in loro nuove conoscenze e competenze. Gli anni di lavoro hanno contribuito all’acquisizione e al consolidamento di una sempre maggiore capacità e autonomia relazionale ed espressiva nei partecipanti, che hanno anche interiorizzato l’obiettivo di considerare la scena come un luogo protetto in cui potere liberamente mettersi in gioco.
Le esperienze laboratoriali di Rosignano M. e di Ravenna si presentano come veri e propri percorsi di inclusione sociale: processi che, attraverso aperture pubbliche, spettacoli e dimostrazioni di lavoro, sono in grado di modificare le percezioni comuni rispetto alla diversità, fornendo nuove chiavi di lettura e nuovi sguardi sulla disabilità.

È molto forte in noi la consapevolezza del valore artistico del lavoro con queste persone speciali, che mostrano una ricchezza espressiva abitualmente nascosta e fanno germogliare forme di teatro e sperimentazione nuove.

La pratica degli Attraversamenti

 

Il percorso si nutre anche dell’incontro con altri artisti e con altre metodologie di lavoro in una pratica che abbiamo definito Attraversamenti. L’idea guida è che il Laboratorio sia “attraversato” da intelligenze, professionalità, poetiche, giovani generazioni che possano trasformarlo in un cantiere aperto poetico e sociale, caratterizzato da uno sguardo ampio.

Il laboratorio permanente di Rosignano M.

 

Il Laboratorio Permanente, giunto al diciassettesimo anno di attività, è attivo e inserito nel territorio della bassa Val di Cecina (Bibbona, Castagneto Carducci, Cecina, Rosignano Marittimo), può vantare un radicamento che si nutre non solo della longevità del progetto, ma anche di una rete di partners e relazioni che hanno permesso nel tempo di dare vita ad una esperienza stabile, ma allo stesso tempo anche in continua trasformazione.
Il Laboratorio è nato e cresciuto grazie al sostegno di alcuni enti territoriali, tra cui la Fondazione Armunia Castello Pasquini di Castiglioncello (LI), la Cooperativa Sociale Nuovo Futuro di Rosignano M., l’Azienda ASL della Bassa Val di Cecina e la Regione Toscana.
Vede la partecipazione di circa 35 persone tra il 25 e i 50 anni, portatori di disabilità fisica o psichica, utenti della Cooperativa Sociale Nuovo Futuro e non solo. Nel corso degli anni infatti sempre nuove comunità di persone si sono unite al Laboratorio attratte dalle sue progettualità. Le attività si tengono negli ambienti del Castello di Rosignano M. e sono inserite nel programma di residenze artistiche di Armunia.

 

Numerosi sono stati gli spettacoli nati in seno al Laboratorio Permanente, presentati in festival e teatri nazionali e internazionali: tra questi si ricorda Marat (2007), l’Amleto (2009), Che cosa sono le nuvole (2012), Sinfonia Beckettiana (2018), Attraversamenti (2015), Sinfonia Beckettiana (2018) e, assieme ad Abbondanza/Bertoni Doppelgänger. Chi incontra il suo doppio muore, vincitore del Premio Ubu 2021 come Miglior Spettacolo di Danza, che vede in scena il danzatore Filippo Porro assieme a Francesco Mastrocinque, storico attore del Laboratorio Permanente di Rosignano M.

Nel 2019 ha preso avvio una nuova fase di ricerca intorno al personaggio di Pinocchio. Affrontare Pinocchio con persone diversamente abili è una grande scommessa poiché la storia presenta numerosi trabocchetti, spesso legati ai temi della diversità e della pietà. Sono innumerevoli i piani di indagine che investono l’impresa del Pinocchio, le pieghe della storia ci toccano ancora da vicino e gli spunti di lavoro sono moltissimi (la fisicità sui generis del protagonista, il tema della bugia, il rapporto con la famiglia e i genitori). Si è scelto di affrontare la storia di Pinocchio anche tramite la lente particolare e originale offerta dall’opera di Giorgio Manganelli Pinocchio, un libro parallelo perché permette di entrare nell’opera di Collodi con una libertà estrema e non ordinaria, ovvero permette alle attrici e agli attori diversamente abili del Laboratorio Permanente di aderirvi con meno rigidità e con invenzioni letterarie che risultano inclusive in un gruppo che, per forza di cose (e fortunatamente!) è eterogeneo e composito.

Il Laboratorio Permanente Il Teatro è differenza di Ravenna

 

Le attività hanno preso avvio nel 2019 grazie all’interessamento dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune e poi in maniera stabile dal giugno 2021. Il Laboratorio si svolge negli spazi del Teatro Lo Zodiaco e sono coinvolti nel progetto circa una ventina di utenti, portatori di disabilità fisiche o psichiche tra i 20 e i 70 anni, che frequentano quotidianamente tre diverse cooperative attive sul territorio: La Pieve, San Vitale e Selenia.

Il laboratorio Il teatro è differenza si ispira all’esperienza del Laboratorio Permanente, modello progettuale di inclusione sociale attraverso il teatro realizzato in Toscana dal 2007. Si tratta dunque dell’esportazione di una modalità di lavoro in un territorio differente da quello in cui è nato, ovvero il tentativo di plasmare un’esperienza con precise caratteristiche su un nuovo territorio e su nuovi gruppi. Un comune denominatore delle due esperienze è quello di non strutturarsi come un’attività episodica, ma di estendersi nel tempo.

La fase iniziale del percorso è stata dedicata alla costruzione di un “alfabeto comune”, a partire dal tema del corpo e della percezione (sia dello spazio che degli altri), sottoponendo al gruppo esercizi, sequenze da fare insieme fino ad arrivare a sollecitazioni più complesse, come le improvvisazioni teatrali, che allenano i partecipanti ad essere autori e portatori di materiale inedito frutto della loro personale rielaborazione e inventiva. Forti di queste modalità acquisite, il percorso è culminato nel 2023 con la messa in scena dello spettacolo Marat/Sade: le due rivoluzioni, che ha comportato un lavoro di consolidamento delle pratiche apprese e degli esercizi interiorizzati, declinati in funzione drammaturgica rispetto al testo di Peter Weiss, da cui il progetto trae ispirazione. Lo spettacolo ha debuttato nel prestigioso cartellone del Ravenna Festival.

Anche per il gruppo di Ravenna è stato disegnato uno speciale programma di formazione che prevede anche incontri con altri artisti, gli attraversamenti, considerando la visione di altre opere e l’incontro con altre modalità di lavoro una fonte di crescita, di stimolo oltreché di integrazione.

Calendario 2024

15>19 gennaio Teatro Lo Zodiaco, Ravenna

22>26 gennaio Teatro Nardini, Rosignano (LI)

12>16 febbraio Teatro Nardini, Rosignano (LI) (Attraversamento con la danzatrice e coreografa Raffaella Giordano)

19>23 febbraio Teatro Lo Zodiaco, Ravenna

11>15 marzo Teatro Lo Zodiaco, Ravenna  (Attraversamento con la coreografa e danzatrice Marta Bellu e la danzatrice Laura Lucioli)

18>22 marzo Teatro Nardini, Rosignano (LI)

08>12 aprile Teatro Lo  Zodiaco, Ravenna (Attraversamento con la danzatrice e coreografa Cristina Rizzo)

15>19 aprile Teatro Nardini, Rosignano (LI) (Attraversamento con la coreografa Silvia Rampelli)

06>10 maggio Teatro Nardini, Rosignano (LI)

13>17 maggio Teatro Lo Zodiaco, Ravenna (Attraversamento con il drammaturgo Eugenio Sideri)

Memorandum

Il Memorandum dei Laboratori è un progetto di ricerca e di documentazione nonché un prodotto editoriale digitale che nasce per testimoniare gli incontri dei Laboratori Permanenti tenuti da Nerval Teatro in Toscana e in Emilia-Romagna con persone diversamente abili.

Al suo interno figurano scritti di varia natura quali interviste, testimonianze, estratti di diari e approfondimenti teorici che, nell’insieme, raccontano e filtrano l’esperienza dei Laboratori di Nerval Teatro, restituendone gli aspetti artistici, pedagogici ed emozionali attraverso voci di attori e attrici diversamente abili, educatori, artisti, studiosi e famiglie.