I Giardini di Kensington

anno: 2019

 

uno spettacolo di e con Elisa Pol e Valerio Sirna
disegno luci Mattia Bagnoli
elaborazione del suono Flavio Innocenti e Valerio Sirna
scultura di Mattia Cleri Polidori e Giulia Costanza Lanza
collaborazione tecnica Nikki Rodgerson / Mutoids
con il sostegno di Armunia Residenze Artistiche Castiglioncello, Nerval Teatro, Santarcangelo Festival, Atto Due – Laboratorio Nove, Spazio ZUT! Progetto Cura, Florian Espace Progetto OIKOS
un ringraziamento a Barbara Bessi
foto di DIANE | ilariascarpa | lucatelleschi, Antonio Ficai

progetto finalista premio Scenario 2017

 

debutto spettacolo Festival Inequilibrio 2019, Castiglioncello (LI)

 

Elisa Pol e Valerio Sirna – artisti attivi in diversi ambiti di ricerca nelle arti performative – si sono costituiti come coppia artistica per il progetto I GIARDINI DI KENSINGTON, con il desiderio di approfondire il rapporto tra scrittura scenica e gesto coreografico, indagando le dinamiche di coabitazione e di prossimità all’interno di uno spazio domestico. L’opera è suddivisa in tre capitoli il litigio, il rifugio e il trasloco.

 

«Il nostro obiettivo è ora chiaro: dobbiamo dimostrare come la casa sia uno dei più potenti elementi di integrazione per i pensieri, i ricordi e i sogni dell’uomo.»
G. Bachelard, La poetica dello spazio

 

Un soggiorno. Pochi elementi delineano un interno. Un oggetto non identificato aleggia sulla stanza.
Due figure gettate nello spazio, con le loro presenze annoiate, sottili, tese, eleganti, dolci e litigiose, vicine e distanti, nell’intimità di non aver nulla da dirsi, fanno i conti con le consuetudini dello starsi accanto.
Lo scorrere di un tempo imprecisato – un giorno, un anno, una vita – apre delle smagliature nella quotidianità; le pose più ovvie del vivere domestico si caricano di elementi inspiegabili e inaspettati.
La stanza si trasforma allora in un insieme di angoli, di miniature intime e riparate; talvolta in una distesa desertica, in cui svaniscono misure e coordinate. La percezione di uno spazio alterato consente l’emergere di un altrove, mentre il modello sociale – binario e normativo – a cui si pensava di aderire traballa ed esplode silenziosamente.

 

“Elisa Pol e Valerio Sirna in sintonia tra teatro e danza, regalano l’inquietudine della fissità, dell’irremovibilità, della fermezza, con quelle mosse tenui e statiche che pare di essere dentro un quadro di Hopper.”
[T.Chimenti, Recensito – quotidiano di cultura e spettacolo, 02 luglio 2018]

 

“Una miscela molto ben calibrata di rigore e humour, di perfezione estetica e leggerezza.”
[P. Verlengia, TeatriOnline, 3 ottobre 2018]


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