ideazione Chiara Lagani, Elisa Pol
con Elisa Pol
drammaturgia e costumi Chiara Lagani
collaborazione artistica Mirto Baliani
produzione E Società Cooperativa
in collaborazione con Nerval Teatro
foto Alessandra Dragoni
debutto spettacolo 3 luglio 2026, Castello Pasquini – Castiglioncello (LI), Festival Inequilibrio
Mi chiamo Elisa Pol e sono un’attrice. Ho un marito che si chiama Lupo e un cane di nome Otto. Da poco sono mamma di Arianna. Qualche tempo fa, all’improvviso, sono diventata vegetariana. L’ho fatto da un giorno all’altro, senza pensarci troppo. O forse ci pensavo da sempre. Vengo da una famiglia di contadini: per quattro generazioni, da parte di madre e di padre, in miei avi sono stati agricoltori e migranti. Mio padre, per ultimo, è diventato un allevatore intensivo. Sono la figlia di un allevatore intensivo di conigli, di una madre che non concepisce un giorno di festa se non può offrire a qualcuno i suoi manicaretti carnivori e nipote di una nonna che da piccola ci mostrava come si sgozzano i polli e come li si spenna.
Questo spettacolo inizia da qui.
Il progetto dà corpo e voce al personaggio di Elizabeth Costello, nato dalla penna di J.M. Coetzee – nonché suo ricorrente alter ego letterario – protagonista di diversi romanzi dello scrittore sudafricano, premio Nobel 2003.
Lo spettacolo si costruisce in forma site-specific, articolandosi in tre piccoli atti, autonomi ma collegati:
1.ELIZABETH
In una stanza d’albergo Elizabeth Costello, una scrittrice di fama internazionale, si sta preparando. Deve tenere una conferenza pubblica per presentare il suo ultimo romanzo best seller. Una telefonata inattesa della figlia incrina il suo equilibrio emotivo.
2. LA VITA DEGLI ANIMALI
Elizabeth inizia a parlare del suo ultimo romanzo di successo, ma sembra non averne troppa voglia. A un certo punto racconta invece di essere diventata recentemente vegetariana, di averlo fatto all’improvviso, senza pensarci troppo e inizia a spiegare il perché. Le sue argomentazioni sono sconcertanti e inaspettate.
3. CAVE CANEM
Immersa nei propri dubbi Elizabeth ritorna al suo hotel. All’improvviso fa un incontro inatteso che la destabilizza completamente e pare disarmare per un attimo la sua precedente teoria.
Tra conferenze, racconti e materiali autobiografici Elizabeth ci appare come una figura in tensione fragile e ostinata, esposta senza esitazione al rischio dell’incontro con l’altro, umano o animale che sia.
Il pubblico è chiamato a essere testimone e ad entrare in relazione con le sue idee. Non semplice spettatore, dunque, ma presenza critica: potenziale interlocutore, testimone, giudice o complice.
La scena diventa spazio di ascolto e responsabilità, dove può emergere la possibilità di un gesto etico fondato sul rispetto della vita, sul dono incondizionato di sé e sulla solidarietà tra ogni tipo d’animale.
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