progetto Schwab

PROGETTO SCHWAB
Appassionatamente – Le presidentesse – Canelupo Nudo
Le parole donate agli esclusi non hanno le virtù delle fiabe.

Le parole donate agli esclusi non hanno le virtù delle fiabe. Con questa premessa, presa a prestito da Werner Schwab, Nerval Teatro inaugura un nuovo biennio dedicato al mondo e al linguaggio dell’autore austriaco, enfant terrible della drammaturgia contemporanea europea.
In precedenza nel 2010 la compagnia ne aveva già esplorato l’universo poetico con la messa in scena di Appassionatamente. Lo spettacolo nasceva dall’esigenza di intrecciare radicalmente il percorso artistico della compagnia con l’esperienza dei laboratori con soggetti diversamente abili. La spinta decisiva furono  le letture dei testi di Werner Schwab che frequentavamo da alcuni anni.
Appassionatamente, che debuttò nell’ambito di Ravenna Festival, sviluppava in maniera del tutto originale alcuni temi cari all’autore: la famiglia borghese, la diversità, il potere, la perdita d’identità, attraverso un dispositivo scenico surreale e grottesco, che vedeva in scena tre attori diversamente abili accanto a tre attori professionisti. Il percorso ci portò a considerare nella riflessione anche il lungometraggio Canicola del regista austriaco Urlich Seidl , molto vicino all’immaginario di Werner Schwab.

È fondamentale che il percorso fatto in questi anni ci porti a confrontarci ancora una volta con un autore come Werner Schwab, non solo per una vicinanza poetica, ma sopratutto per l’urgenza di  recuperare una teatralità che attraversi da parte a parte esistenza e carne. La scrittura di Schwab costringe, come lui stesso scrive, a trasformare la lingua in vera carne umana; i suoi personaggi devono avere il dono o l’umiltà di lasciarsi trasfigurare nel corpo, inciampare nella pulsazione e nel fremito. La presenza dell’attore diventa indispensabile per lo sprofondamento della lingua nel corpo in un teatro capace di restituire il rumore della vita, a contatto con la tragedia che racconta una società, la nostra, dove il dolore del singolo il più delle volte rende spettatori inermi, come davanti ad una farsa d’avanspettacolo dai mille finali.

APPASSIONATAMENTE (2010)
regia Maurizio Lupinelli
assistente alla regia Eugenio Sideri
con Michele Bandini, Maurizio Lupinelli, Elisa Pol, Federica Rinaldi, Linda Siano drammaturgia Maurizio Lupinelli, Eugenio Sideri
spazio scenico Alessandra Ferrari
disegno luci Filippo Trambusti
costumi Maria Chiara Grotto
direzione tecnica Fabrizio Bellini
coordinatrice alla produzione Alessandra Rey
produzione Armunia Festival Costa degli Etruschi, Regione Toscana, 3 Bis F di Aix En Provence in collaborazione con Olinda (Teatro La Cucina ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano), Arboreto (Teatro dimora di Mondaino)
con il sostegno di Région Provence-Alpes-Côte- d’Azur e Istitut Français
compagnia in residenza al Théathre Durance nel quadro del progetto CAT.
 

LE PRESIDENTESSE (2013)
di Werner Schwab
adattamento drammaturgico Rita Frongia
con Elisa Pol, Federica Rinaldi, Maurizio Lupinelli
regia Maurizio Lupinelli
assistente alla regia Michele Bandini
costumi Maria Chiara Grotto
disegno luci Giacomo Gorini
un ringraziamento particolare per la collaborazione a Claudio Morganti
produzione Nerval Teatro, Armunia Festival Inequilibrio,
con il sostegno di Regione Toscana Sistema regionale dello spettacolo dal vivo
con la collaborazione di Comune di Guardistallo, Centro Artistico Il Grattacielo

CANELUPO NUDO (2014)
omaggio a La mia bocca di cane di Werner Schwab
opera inedita in Italia, tradotta da Sonia Antinori.
drammaturgia Rita Frongia
con Maurizio Lupinelli, Elisa Pol
regia Claudio Morganti
produzione Nerval Teatro, Armunia Festival
con il sostegno di Regione Toscana
in collaborazione con L’arboreto – Teatro Dimora

Un ringraziamento speciale a Federico Sanguineti per averci concesso di manipolare il suo poetare

Werner Schwab
Nato a Graz nella provincia austriaca più profonda e conservatrice, ha attraversato il teatro come una meteora, morendo a 35 anni, nella notte di Capodanno del 1994, per overdose alcolica. Di umili origini, dopo lo studio delle arti figurative, si avvicina al teatro e nel 1990 mette in scena a Vienna “Le Presidentesse”. È l’inizio della ascesa. Immediatamente seguono le rappresentazioni di “Sterminio” e “Sovrappeso, insignificante: amorfo” che lo consacrano sulla scena mitteleuropea. Come le eroine del mondo punk da cui proveniva si è bruciato con la medesima immediatezza di uno squarcio a ciel sereno. Dirompente, devastante, visionaria, la sua scrittura racconta il lato oscuro della società che lo circonda, in primis quella austriaca: la famiglia “borghese”, nell’apparente quiete dei quotidiani rapporti, i supermercati megastore, le nevrosi sessuali sopite, il buonismo religioso. Discariche di parole vanno a raccontare un universo malato di incontri, di intimi segreti famigliari, di ideologie politiche e religiose che sfociano in una violenza psichica e visionaria. Come sogni, infatti, anzi come incubi, i personaggi e i paesaggi schwabiani si manifestano a noi lettori.